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I Classici del Cinema

recensioni, notizie e uscite dvd
July 14

LETTERA A TRE MOGLI di Joseph L. Mankiewicz

Tre donne sposate, amiche, e una quarta di cui conosciamo solo la voce (quella bellissima e suadente di Celeste Holm) che rappresenta la tentazione, il lato misterioso e pieno di fascino cui i tre uomini paiono avere un debole. L’amica assente, o presente in qualche occasione ma sempre fuori campo, spedisce una lettera alle tre mogli dichiarando che sarebbe fuggita con uno dei loro mariti, naturalmente senza specificare quale.

Mankiewicz qui dirige e sceneggia, due fasi di lavoro che da sempre ha concepito come facce della stessa medaglia, quasi indissolubili e per le quali ottiene per la prima volta entrambi gli oscar insieme alla vera consacrazione dopo quattro flop consecutivi. L’impostazione del film non ha pecche ed è talmente precisa e studiata alla perfezione che non si ha mai il minimo dubbio sulla credibilità delle storie delle tre donne che si concatenano attraverso altrettanti falshback. Gli elementi fondamentali ci sono tutti: tre uomini che si ritrovano ad essere lontani da casa, le rispettive consorti impegnate in una gita in barca che dura l’intera giornata, sole con i loro dubbi e le loro gelosie, impossibilitate a verificare subito quale dei loro mariti è al momento in fuga con l’amica. Il film è modernissimo, forse anche troppo avanti per i suoi tempi (come spesso è accaduto a Mankiewicz) ed ogni storia ci porta argomenti che ancora oggi sono d’attualità. Il primo flashback vedo il conflitto fra diverse classi sociali e se vogliamo è il più risaputo, seppur imperniato di un’ironia ed eleganza che fanno la differenza. Il secondo invece è decisamente quello più moderno, in cui si critica lo strapotere della pubblicità e l’arroganza dei mass media che schiacciano tutto e tutti piegando anche gli animi più liberali al mero fine del profitto. Qui il personaggio di Kirk Douglas pare essere la coscienza del regista, indottrinante e pieno di se ma certo del suo talento e del suo essere dalla parte del giusto, ma anche molto umano e attento alla sensibilità del prossimo. Nell’ultimo episodio abbiamo di nuovo una guerra dei sessi e di denaro, con una magnifica coppia che mette le carte in tavola e dichiara apertamente i propri fini concordando un matrimonio di convenienza (e siamo nel ’49!!!) che si rivelerà poi un legame molto più profondo di quello che appare. Tutti e tre gli episodi sono però concatenati, come fossero una parte di una stessa storia con i sei personaggi (più l’amica scomparsa Addie Ross) che appaiono e interagiscono nei ricordi degli altri, e concatenati in maniera sublime.

Tutto il film è imperniato di un’ironia pungente, da una messa in scena elegantissima e arricchito da un finale aperto, senza apparente conclusione che ci lascia anche il dubbio che Addie Ross sia solo uno spirito che aleggia, una scusa per far riflettere tre donne gelose e anche un po’ annoiate dalla vita borghese fatta di cene al country club.

Ancora una volta Mankiewicz ci regala una perla che trascende il tempo, cosa che accade solo ai puri talenti.

June 29

I DIMENTICATI (Sullivan's Travels) di Preston Sturges

Mentre in Italia aspettiamo che qualche casa di distribuzione si occupi di Preston Sturges, in USA la Criterion ha pubblicato un'edizione coi fiocchi di quello che probabilmente è il miglior film di questo "dimenticato" regista.
L'edizione è come di consueto ricca di extra che comprendono un'interessante documentario di 76 minuti e il commento al film che però non sono sottotitolati oltre che al trailer, foto e materiale pubblicitario.

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Sottotitoli in inglese per il film invece.
Audio e video sono su livelli davvero eccellenti e non ci sono problemi di sorta nemmeno nelle scene più buie, dalle immagini qui di seguito potete giudicare anche voi.

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Che dire della qualità artistica del film? Personalmente rimasi folgorata da Sullivan's Travels la prima volta che lo vidi, sebbene non fosse il primo film di Sturgess che guardavo, fu però senza dubio quello che mi fece venir voglia di saperne di più. Parte come una delle più classiche commedie americane di quegli anni, citandole e facendo la parodia dei vecchi film da torte in faccia e inseguimenti a rotta di collo, ma con amore verso chi faceva divertire la gente e rivalutando così i film fatti solo per ridere. La pellicola di Sturges prende poi una piega inaspettata e si passa al dramma quando il protagonista per errore viene incarcerato e costretto ai lavori forzati e stando a contatto con i carcerati si rende conto che l'unicaloro gioia era rappresentata dai cartoni animati di Topolino che qualche volta facevano loro vedere. Qui il film commuove e fa pensare, a dispetto ma nello stesso tempo a sottolineare che sebbene il regista proclami il suo credo in un cinema che faccia divertire lo spettatore, si può nello stesso tempo farlo riflettere sulla realtà. I Dimenticati è insieme un atto d'amore e un film nel film sul valore delle commedie e del cinema come spensieratezza, un viaggio che si intraprende insieme a Sullivan ed insieme a lui si ride e ci si commuove profondamente.
Un dvd da non perdere!
 
M.G.
 
June 21

IL CODICE DA VINCI di Ron Howard

Nel Codice Da Vinci è la piattezza a farla da padrone. Ron Howard è incapace di far parlare le immagini e così per tutta la durata della pellicola assistiamo ad un incessante flusso di parole che tentano di spiegare cosa stiamo guardando, ossia un calderone in cui c'è un po' di tutto.
La narrazione è macchinosa e la regia è senza guizzi, non ci si appassiona mai e il coinvolgimento rasenta lo zero, complici un Tom Hanks mai visto così svogliato e una Totou che pare la versione femminile di Orlando Bloom in quanto a espressività e carisma. In coppia sono assolutamente disastrosi. Sprecate le buone prove di Molina, Bettany e McKellen.
Fin dalle prime scene assistiamo a performance assurde da parte di Hanks che risolve anagrammi lunghi intere frasi più velocemente di un computer e a dialoghi involontariamente ridicoli (Hanks risolve il primo enigma all'interno del Louvre: "Il Codice Da Vinci... la Monna Lisa" e la Tatou: "hey è proprio qui!" ma no?
). Tutto è telefonato e l'unico colpo di scena che dovrebbe trascinare l'attenzione dello spettatore fino alla fine del film lo si capisce dopo neanche mezzora. Il tutto infarcito da musiche inutilmente pompose e fastidiosissime.

Un blockbusterone senza un minimo di fascino, e si che gli argomenti (pur non avendo letto il libro) sono molto interessanti e non certo privi di spunti, e decisamente il film più brutto dell'anno.

 

M.G.

May 26

I MILIONI DELLA MANICURE

Hands Across The Table
di Mitchell Leisen
USA 1935
Cast: Carole Lombard, Fred McMurray
 
Hands Across the Table (il titolo italiano è davvero orribile) è un piccolo gioiellino sconosciuto che vanta un cast di tutto rispetto: la splendida Lombard si riconferma ai miei occhi la miglior attrice comica mai esistita, in lei convivono classe infinita e la semplicità della ragazza qualunque, gioia di vivere e malinconia profonda. Davvero una dea. Protagonista maschile un giovane Fred McMurray (che personalmente non amo molto ma tant'è) e un sempre sfigato Raph Bellamy nella solita parte di chi non ha alcuna speranza di conquistare la donna amata. La commedia ha elementi tipici del genere di quegli anni come l'eleganza nella messa in scena, i dialoghi imperniati di un'ironia pungente, degli ottimi caratteristi che fanno da spalla alla coppia protagonista e le schermaglie fra i sessi. Il ritmo è meno indiavolato e la trama è decisamente meno surreale rispetto ad altri prodotti il che rende il film forse meno divertente ma si presta ad una visione più rilassata.
Non siamo ai livelli delle migliori commedie del periodo ma per gli appassionati del genere è assolutamente da recuperare.
 
M.G.
May 15

M:I:III (Mission Impossible 3)

M:I:III

di J.J. Abrams
Cast: Tom Cruise, Ving Rhames, Philip Seymour Hoffman, Billy Cudrup, Laurence Fishburne, Johnatan Rhys Meyers, Michelle Monaghan

 

Il terzo capitolo della saga di Mission Impossibile inizia scaricando sullo schermo un’abbondante dose di adrenalina e per almeno un’ora il film si mantiene su buoni livelli: molto interessante la parte ambientata a Berlino in cui si respirano le atmosfere da spy story alla De Palma ben amalgamate con una spettacolare fuga notturna in elicottero (a mio parere la scena più bella del film). Se le scene d’azione rimangono la cosa più interessante (decisamente divertente quella sul ponte), non si può dire certo la stessa cosa delle incursioni nella vita privata di Hunt: un tentativo non riuscito di dare spessore ai personaggi che nulla aggiunge alla storia. Dato per scontato che di fronte ad un prodotto smaccatamente votato all’esagerazione come Mission Impossibile bisogna stare al gioco, si rimane comunque piuttosto scettici di fronte a molte trovate al limite del ridicolo. Per carità, anche nel film di Woo si assisteva a numeri da circo equestre e oltre ma il tutto era imperniato da una massiccia dose di autoironia che rendeva simpatici divertissment anche le scene più improbabili e o le evoluzioni registiche più compiaciute. Abrams invece si prende sul serio tentando di ritrovare le atmosfere più cupe e meno scherzose di De Palma, portando l’azione in Europa e poi in Cina ma la scelta si rivela a doppio taglio e di fronte ad un Cruise che con un braccio solleva Philip Seynour Hoffman (che di Tom ne fa almeno un paio) strappandolo dal vortice impetuoso della gravità nella sequenza aerea o che si improvvisa novello matematico risolvendo improbabili calcoli, non si può fare a meno di sorridere. Anche chi è disposto ad accettare qualsiasi sfida in nome dell’impossibile evocato dal titolo, troverà difficile non sghignazzare di fronte a certe scelte che, soprattutto nella seconda ora, si ripetono con meccanicità senza un vero collante che faccia di tanta azione un film veramente mozzafiato. I movimenti di macchina rapidi e il montaggio frenetico delle scene di azione non permettono di entrare veramente nel vivo e alla lunga tendono a lasciare piuttosto indifferenti. Sicuramente il meno riuscito dei tre film sull’agente Ethan Hunt.

M.G.

May 13

Marlene Dietrich Glamour Collection (DVD)

Sono uscite per il mercato americano le Glamour Collection dedicate a Marlene Dietrich, Carole Lombard e Mae West. Si tratta di semplici custodie "amaray" (ossia le classiche custodie di plastica della maggior parte delle edizioni standard dei dvd) con una copertina trasparente ma molto elegante. Al loro interno 2 dvd "flipper" (si leggono su entrambi i lati, come ad esempio succede per molti dvd di serie tv) contenenti 5 o 6 film.
 
Ho acquistato quelli della Dietrich e della Lombard sullo store americano www.dvdpacific.com e mi è arrivato il primo qualche giorno fa, fortunatamente senza tasse doganali aggiuntive. Vi ricordo che occorre un lettore dvd dezonato per poter vedere i titoli che non sono Regione 2.
 
Farò una breve recensione dei film mano a mano che li vedo aggiornando questo messaggio.
 
Marlene Dietrich collection contiene:
 
Morocco
Blonde Venus
The Devil Is a Woman
Flame of New Orleans
Golden Earrings
 
 
Intanto ecco le immagini della copertina (cliccateci sopra per ingrandirle):
 

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Lingue e sottotitoli uguali per tutti e 5 i titoli presenti: traccia inglese e sottotitoli in inglese, francese e spagnolo

 

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Ecco alcuni screenshot di

Blonde Venus (Venere Bionda)

Josef Von Sternberg
USA 1932
Cast: Marlene Dietrich, Herbert Marshall, Cary Grant

 

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La qualità video non è ottima sebbene vista l'eta della pellicola è più che comprensibile. La traccia inglese è invece chiara e senza fruscii.

Nessun contenuto speciale (come purtroppo comune a tutti i film di queste Glamour Collection), nemmeno il trailer.

Voto complessivo all'edizione: 7

 

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Morocco (Marocco)

Josef Von Sternberg
USA 1930
Cast: Marlene Dietrich, Gary Cooper, Adolphe Menjou
 
capitoli e screenshot
 

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La qualità mi sembra migliore di Venere Bionda, anche se l'audio, soprattutto nella prima parte del film presenta un po' di fruscio di fondo. La visione sul mio 42'' è più che discreta calcolando anche che siamo di fronte ad una pellicola del 1930 non ci si può certo lamentare. Unico extra il trailer originale.

Voto complessivo all'edizione: 8
 
continua... a presto per la recensione e le immagini degli altri film!
May 10

GRAND HOTEL di Edmund Goulding

GRAND HOTEL
di Edmund Goulding
USA 1932
Cast: Greta Garbo, John Barrymore, Lionel Barrymore, Joan Crawford
 
Cast all star per un grande successo MGM dell'epoca in cui per la prima volta vennero ingaggiati attori e attrici di primordine tutti nel medesimo film. Le storie dei protagonisti si intrecciano e sono alternate ed accavallate con sapiente maestria, le ambientazioni dell'Hotel sono di gran classe e alcune sequenze abbastanza audaci per i tempi.
Purtroppo, sebbene la pellicola sia esteticamente curatissima e gli attori eccellenti, manca un vero coinvolgimento che permetta di affezionarsi ai personaggi o alle vicende narrate. Lo sguardo è piuttosto distaccato e si ha l'impressione di assistere ad un lavoro eccellente a cui manca il cuore, e anche la drammaticità di alcuni eventi lascia indifferenti.
Ammirevole comunque il lavoro di Goulding nella direzione di tante grandi star che si trovavano per la prima volta a dividere le luci della ribalta, e nel sapiente meccanismo di narrazione che non ha pecche. Elegantissimo e raffinato, risente un po' dei (tanti) anni trascorsi ma vale comunuqe la pena vederlo per ammirare un tipo di cinema decisamente lontano dai nostri canoni.
 
Manuela Gobbo
 
Il dvd Warner è ottimo sotto il profilo video: incredibile se si pensa che è un film del '32, anche la traccia inglese è molto buona senza fruscii. Quella italiana, al solito, devo ancora ascoltarla.
Gli extra sono interessanti e il making of presenta molti aspetti interessanti anche se non è particolarmente lungo. C'è poi una sfiziosa trasmissione d'poca sulla prima del film a Los Angeles con tanto di ingresso delle star.
Si trova a poco prezzo un po' ovunque, io ho l'edizione francese pagata 9,90 su www.mediadis.com uguale in tutto e per tutto a quella italiana.
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